Antoine Blossier - Francia 2018 - 108’
da 6 anni (per la comprensione del film è consigliata la visione da 8 anni)

Uno straordinario viaggio attraverso la Francia, durante il quale il musicista girovago Vitali con il fedele cane Capi e la scimmietta Joli-Coeur insegnerà a Rémi, abbandonato alla nascita, a leggere, a scrivere ma soprattutto a cantare in pubblico, unendo tecnica e cuore. Vivranno giorni difficili e momenti di gioia, incontri e nuove amicizie, che porteranno Remi a scoprire le sue vere origini.

Sinossi

La tempesta infuria attorno a una grande casa e risveglia i piccoli musicisti ospitati dall’anziano Rémi, che li raccoglie attorno al camino e li intrattiene raccontando la sua lunga storia. Abbandonato dai genitori a Parigi, viveva in campagna con la dolce madre adottiva, la signora Barberin, mentre il padre Gerolamo lavorava lontano come tagliapietre. Quando Gerolamo si ferisce in un incidente la madre si trova costretta a vendere il loro unico bene, una mucca di nome Rosetta che è anche la migliore amica di Remi, cui il bambino canta una ninna nanna che gli è rimasta nel cuore. È allora che Gerolamo rivela a Remi di non essere il suo vero padre ma di averlo trovato a Parigi, dove era stato abbandonato, e gli comunica che intende portarlo all'orfanotrofio, dato che non può più provvedere a lui. Disperato, cerca di fuggire. Rifugiatosi in una taverna, viene venduto a Vitalis, un misterioso musicista di strada, che lo strapperà dal nido e lo salverà. Gli insegnerà la dura vita del saltimbanco in un viaggio lungo la Francia, in compagnia della scimmietta Jolie-Coeur e del cane Capi. Gli insegnerà a leggere, scrivere e, scoperto il suo talento, a cantare in pubblico, unendo tecnica e cuore. Numerosi saranno gli ambienti e gli abbandoni che dovrà affrontare, ostacoli naturali, come due lupi affamati nella notte, poliziotti che rinchiudono Vitalis, amici, come la nobile signora che lo vorrebbe come futuro maggiordomo della figlia disabile. Per ogni ostacolo ci sarà un nuovo inizio, Vitalis e Rémi arriveranno in Inghilterra, dove il bimbo, perso anche il mentore, troverà le sue radici.

Approfondimento

Tratto dal  romanzo "Senza famiglia" di Hector Malot, si è giunti al sesto adattamento cinematografico. I precedenti adattamenti di “Senza famiglia”, pubblicato nel 1878, hanno le loro radici persino nel cinema muto (ne esiste una prima versione di Georges Monca, "En famille", del 1915). Con l'avvento del sonoro, e più avanti del colore, la storia viene trasposta sullo schermo anche da Marc Allégret nel 1934, da Giorgio Ferroni nel 1944, da André Michel nel 1958 e da Yugo Serikawa nel 1970. Nel 1977, Remi - Le sue avventure, diretto da Osamu Dezaki, fu realizzato dalla storica Tokyo Movie Shinsha, trasmesso su Rai 1 tra il 1979 e il 1980.

Prendendosi delle libertà narrative rispetto al libro, in cui l’azione si svolge lungo l’arco di quattro anni, l’autore riduce il racconto a un anno secondo la struttura classica dei tre atti, condensando tutte le sventure che il piccolo deve attraversare. La cornice del flashback di un Rémi anziano richiama la trasmissione orale delle favole da parte di un nonno buono, rassicurante: la splendida voce regalata al Rémi cinematografico gli farà trovare la sua strada nella vita.

La ricerca di un’identità, la difficoltà di diventare grandi, la realizzazione di se stessi affrontando il nuovo in solitudine, tra fiaba e avventura.

Punto di merito del film è tutto il cast: dai protagonisti ai ruoli secondari e l’adorabile esordiente 13enne Maleaume Paquin, voce d’angelo proveniente dal coro dell’Opera di Parigi, senza dimenticare gli attori non umani, il cane, la scimmietta, i tremendi lupi veri che accompagnano il commovente peregrinare del ragazzino, che trova nel saltimbanco, violinista girovago un padre che lo condurrà a scoprire le sue origini.

Spunti di riflessione

  • Un giorno, a Londra, una famiglia della nobiltà inglese si vede rapire un bambino in fasce che aveva riempito di gioia i suoi genitori e tutti i suoi parenti, meno uno. Perché quest’uomo organizza il rapimento del bimbo? Qual era il suo scopo?
  • Gerolamo trova un bambino abbandonato lo prende e lo porta a casa dove, con la moglie decide di adottarlo. Il bimbo viene chiamato Rémi. Perché Gerolamo, un giorno, comincia a pensare alla possibilità di disfarsi di Remi. Ma non vuole bene al bambino lui che l’aveva raccolto e adottato, oppure l’ingiustizia subita gli leva la capacità di ragionare e di provare affetto?
  • Gerolamo incontra il Signor Vitalis che si offre di prendere con se il bambino. Perché lo fa? Perché, ormai anziano, ha bisogno di un aiuto o perché gli fa pena l’idea che il piccolo, come gli ha detto Gerolamo, verrà condotto in un orfanotrofio?
  • Rémi deve andar via col vecchio saltimbanco. Qual è la reazione della signora Barberin e quale quella del piccolo Remi, costretto ad abbandonare la sua casa e quelli che credeva fossero i suoi genitori?
  • Quando il signor Vitalis decide che anche Rémi possa partecipare allo spettacolo, con grande gioia del bambino?
  • Vitalis scopre che il bambino non sa leggere e scrivere? E allora cosa propone a Rémi?
  • Intanto a Londra la madre non ha mai smesso di cercare suo figlio scomparso. Ha dato incarico di continuare le ricerche ad un avvocato. L’avvocato è una persona corretta oppure…
  • Rémi incontra finalmente sua madre che vede per la prima volta. Qual è la sua reazione? E quella della madre?
  • Il film è tratto da un libro, scritto da Hector Malot, pubblicato in Francia nel 1878 e diffusosi, poi, in tutto il mondo con enorme successo. Qual era il titolo originario del libro? È ancora lo stesso del film o è cambiato? Effettua ricerche in merito.

Conclusione

"Per tutti i bambini che nelle notti di tuoni e fulmini hanno paura, una soluzione è seguire il consiglio di Remi: cantare. Sono molte le forme di consolazione che possono essere d'aiuto nei momenti difficili: una semplice ninna nanna, l'amore che ci regalano gli animali, l'amicizia. Un classico per ragazzi di tutti i tempi come 'Senza Famiglia' di Malot le contiene tutte, ed ecco perché è ancora attuale, ancora di più nella versione francese con protagonisti Daniel Auteuil e il giovane talento Maleaume Paquin. (...) il viaggio per imparare a convivere con il senso di perdita è prezioso e vale sempre la pena ripassarlo." (Claudia Ferrero, 'La Stampa', 7 febbraio 2019)