Davide Maldi - Italia 2019 - 84’ - documentario/fiction - film proposto dal Locarno Film Festival - Introduzione di Daniela Persico, critica cinematografica e programmatrice del Locarno Film Festival.

All’interno di un prestigioso e rigido collegio alberghiero dove l’insegnamento alla professione si accompagna a quello educativo e disciplinare, Luca, un ragazzo di quattordici anni, deve imparare l’arte del servire. Quanto il giovane, cresciuto in alta montagna tra caccia e mungitura, dovrà sacrificare della propria libertà e adolescenza per lavorare al servizio dei clienti?

Sinossi

All’interno di un prestigioso e rigido collegio alberghiero dove l’insegnamento alla professione si accompagna a quello educativo e disciplinare, Luca, un ragazzo di quattordici anni, deve imparare l’arte del servire. Quanto il giovane, cresciuto in alta montagna tra caccia e mungitura, dovrà sacrificare della propria libertà e adolescenza per lavorare al servizio dei clienti?

Approfondimento

Davide Maldi (Roma, 1983) lavora come regista di film e documentari e collabora con compagnie di teatro sperimentale. Frastuono (2014), opera prima, è stato presentato nella competizione internazionale al 32° Torino Film Festival. Nel 2017 ha fondato L’Altauro, un’associazione culturale per lo sviluppo e la produzione di opere cinematografiche e progetti artistici. Ha prodotto e realizzato la fotografia de La strada per le montagne di Micol Roubini (2019, Concorso internazionale al 41° Cinéma du reel).

«Mi raccomando, ora siete formati. Se volete salvarvi tenete lo sguardo vostro, non cercate mai di incrociarlo con il loro, se no non ci sarà mai fine alla vostra oppressione».
Avevo letto un libricino di Swift, Istruzioni alla servitù, dei consigli utili ai servi di allora, nell’Ottocento, per sopravvivere nella casa del padrone. (Intervista a Davide Maldi )

L’apprendistato racconta della vita di un gruppo di ragazzi iscritti alla Scuola alberghiera di Domodossola, che ha sede nel prestigioso Collegio Mellerio Rosmini di Domodossola Un mondo opprimente, dominato da una disciplina rigida. Una scuola dove si insegna la servitù, a fare il cameriere, a servire il cliente, dove "80% è realtà e 20% è fiction.

Questa scuola prima era un liceo classico e aveva un’antichissima biblioteca, con testi latini e greci. Dagli anni Settanta è diventato un istituto alberghiero.

Proprio in questi austeri spazi, si confrontano le storie di alcuni giovani adolescenti che hanno da poco lasciato la scuola dell’obbligo e che hanno scelto, per motivazioni diverse, il mondo della ristorazione. Nel documentario di Maldi, gli attori sono gli apprendisti che mettono in scena se stessi.

Spunti didattici

  • Il documentario è una testimonianza di una scuola di formazione italiana. Ci sono analogie o differenze con il modello svizzero?
  • LA SCALA. In una scena si vede una scala fuori luogo appoggiata ad una parete.
  • Questa scala è la metafora della crescita personale di ogni allievo?
  • LA SCELTA FORMATIVA di ogni ragazzo da cosa dipende? Il desiderio di seguire una determinata passione? Una scelta mediata dal nucleo famigliare? L’ambizione di fare carriera? Una scelta di ripiego? Una scelta di convenienza perché vicino al luogo di domicilio, o perché segnalata da un parente o da un amico, ecc.
  • LA CRESCITA PERSONALE. Nel doc. si vedono antiche vetrine dove sono conservati dei libri preziosi ma che nessuno guarda. Imparare un mestiere, significa non avere più tempo per la formazione culturale?
  • EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA. Durante la lezione di civica pochi ragazzi esprimono la propria opinione
  • Il documentario ci mostra una scuola molto attenta a insegnare il senso del dovere, la responsabilità personale legate al lavoro, ma è quasi annullato o poco emerge il diritto di crescita personale determinata dalla partecipazione, dal confronto, dalla condivisione, dall’ inclusione, ecc.