Mamoru Hosoda - Giappone 2018 - 98’ - animazione - in collaborazione con il Locarno Film Festival - introduzione di un responsabile del Locarno Film Festival.
3-5 SE

Con la nascita della sorellina Mirai, Kun, di quattro anni, si sente solo e abbandonato. Grazie a un grande albero magico Kun fa la conoscenza degli affetti più cari, colti in età diverse: la madre bambina, la sorellina adolescente, il nonno ragazzo, il padre fanciullo. In un viaggio tra passato e futuro, Kun scopre la sua storia e trova il suo posto nel mondo. Un posto che include anche Mirai.

Sinossi

Kun, dolce e amato bimbo di circa 4 anni, si ritrova a diventare fratello maggiore della neonata Mirai. Come spesso accade nelle famiglie in cui arriva un bebé, le attenzioni sono spesso per la sorellina e ciò lo ingelosisce a tal punto che la piccola Mirai diventa una vera e propria ossessione. Tuttavia, con Mirai, a casa di Kun, arriva anche la magia: la sorellina si mostra nelle vesti di se stessa venuta dal futuro e aiuta il fratellino a crescere e a creare un legame con la Mirai neonata.

Approfondimenti

Riconoscimenti

1 candidatura a Premi Oscar, 1 candidatura a Golden Globes, 1 candidatura a Critics Choice Award

La famiglia

Questo film è sicuramente un’ode alla famiglia. Ne mostra le difficoltà, la bellezza e la complessità. Riesce a regalare poesia ai momenti più difficili della storia della famiglia e sembra che questi ne creino le radici più profonde, cioè la forza che Kun, di volta in volta, riceve per superare le sue difficoltà. Ritratto attuale e realistico dell’organizzazione familiare contemporanea, in cui spesso ora è anche il papà ad occuparsi di casa e figli, ciò che ne traspare è la storia personale di ciascuno, fatta di debolezze e volontà nutrite dalla presenza degli antenati, una probabile influenza del Confucianesimo.

L’albero

L’albero del giardino di casa è il punto in cui Kun incontra di volta in volta i componenti più stretti della sua famiglia. Viaggiando tra passato e futuro, e in ambientazioni fantastiche, ha la possibilità di conoscere a fondo i suoi famigliari e di imparare anche grazie a loro ad affrontare le sue piccole sfide quotidiane come: superare la paura di andare in bicicletta, accettare di essere rimproverati per non aver riordinato i giocattoli, rapportarsi in modo più consapevole con il suo cagnolino, non fare i capricci a tutti i costi per indossare un vestito.

La misteriosa pianta rappresenta davvero l’ albero genealogico della famiglia, perché appartiene fisicamente al terreno su cui il bis nonno per primo edificò la sua casa.

La festa delle bambole

Il terzo giorno del terzo mese dell’anno, cioè il 3 Marzo, è un giorno di festa per i giapponesi soprattutto per le bimbe. Si festeggia l’Hina Matsuri (雛祭り), la “festa delle bambole“. E’ un giorno importante in cui si prega per la buona e sana crescita delle bambine e giovani ragazze augurando loro tanta salute e felicità. L’antico nome con cui veniva chiamata questa festa e che ancora oggi viene usato è “Momo No Sekku” che significa “festa dei peschi” riferendosi a questo come il periodo di fioritura dei peschi.

Questa lontana tradizione inizialmente si credeva fosse un modo per mandare via gli spiriti malvagi come in tante altre ritualità. Risale a una credenza secondo la quale delle bambole venivano messe su delle barchette e lasciate andare nel fiume affinchè portassero via con sè tutti i problemi e i pensieri negativi. Ancora oggi questa usanza è molto in voga presso Kyoto nel tempio Kamo, dove vengono fatte galleggiare delle bamboline durante delle preghiere propiziatorie per la sicurezza di tutte le bambine.

Tuttavia il perchè dell’esposizione di tali bambole in ogni casa potrebbe essere un altro: le bambole sono destinate a rallegrare la casa e a portare augurio alle bambine e giovani ragazze che si apprestano a diventare donne. E’ anche un modo per cominciare a spiegare alle bambine quale sia il ruolo che da adulte dovranno andare a ricoprire nella società. Con quella graziosa scenetta della bella dama accanto al proprio marito in un elegante decoro domestico, si cerca di educare le giovani donnine a quello che sarà il loro ruolo: dame che affiancheranno un giorno il loro amato sposo.

Le collezioni di bambole sono molto importanti in questo giorno e non devono mancare! Proprio per questo molti nonni e nonne o anche i genitori comprano un set alla propria bambina o nipotina. O chi per generazioni la possiede già non perde occasione in questo giorno per mostrare la propria collezione di bambole. Addirittura molti si recano alle bancarelle, allestite giorni prima dell’evento, per permettere a chiunque di acquistare pezzi antichi a poco prezzo da aggiungere alla propria collezione!

La tradizione vuole che vengano rigorosamente esposte le bambole in un certo modo per portare augurio altrimenti sarà difficile che la propria bambina trovi marito!

Per festeggiare le bambine inoltre si mangia un particolare cibo che assomiglia a dei craker saporiti con salsa di soia e si beve il tradizionale “amazake“, un tipo di “sakè dolce” derivato dal riso fermentato. Alle bambine invece si offrono gli “Hishimoshi” che sono dei dolci speciali fatti apposta per questo giorno e sono costituiti da tre strati di mochi di tre colori diversi: verde, bianco e rosso. Il rosso allontana gli spiriti malvagi, il bianco indica la purezza e il verde l’augurio di buona salute. In questo giorno di festa non può non esserci la canzoncina cantata dalle bambine chiamata proprio “Ureshii Hina Matsuri”

Ma anche i maschietti hanno un giorno da festeggiare: il kodomo no hi (il giorno dei bambini) e coincide con il 5 maggio. La festa è un’occasione per esprimere gratitudine per la crescita in salute dei ragazzi e di preghiera e per preservarli dalle malattie e dalle influenze negative. Il simbolo di questa festa è una carpa che assomiglia a un aquilone fatta ondeggiare sul tetto perché mossa dal vento.

La carpa è considerata uno dei pesci più virtuosi per la sua capacità di risalire i torrenti ed è simbolo di tenacia (secondo una leggenda cinese, la carpa che nuota controcorrente si trasforma in drago). Così, come le carpe nuotano controcorrente, allo stesso modo i koinobori “nuotano” controvento, e costituiscono un augurio per i bambini, affinché crescano tenaci e robusti come le carpe.

I treni

Kun è un amante dei treni, sono il suo gioco preferito. Quando la madre gli chiede che nome dare alla sorella lui propone Nozomi, Mizuho… che sono i nomi dei treni superveloci, gli Shinkansen, conosciuti anche come treni proiettile. Questi sono i mezzi di trasporto più veloci disponibili in Giappone, ed effettuano pochissime fermate (se presenti) rispetto ai treni rapidi o locali.

Gli Shinkansen operano su binari e piattaforme separati, poiché la larghezza di questi treni è diversa dagli altri. Ciò è dovuto alle alte velocità che riescono a raggiungere e alla struttura generale.

Spunti didattici

  • Indagare sul rapporto tra fratelli in famiglia: quali sono i vantaggi/svantaggi nell’ avere un fratello o una sorella?
  • Sentirsi al secondo posto: quando? In quali occasioni? Con chi? Come fare per stare meglio?
  • Un animaletto in famiglia. Ci siamo mai chiesti come si sente rispetto a noi e alle nostre abitudini/cambiamenti?
  • Il titolo: Mirai no Mirai significa “Il futuro di Mirai”, ossia il futuro del futuro. Come continueresti la storia di Kun? Cosa vedi nel suo futuro e in quello di sua sorella? Prova ad inventare il seguito della storia.
  • E i treni del tuo paese hanno dei nomi particolari? Esistono dei treni superveloci?
  • Racconta o scrivi un momento della tua vita in cui hai superato delle difficoltà grazie all’aiuto di qualcuno o grazie ad una storia raccontata…