John Chester USA 2018 - 91’ - documentario
5 SE/SM

John, cameraman, e Molly, cuoca e blogger, decidono di lasciare la città e acquistano 200 acri desertificati a nord di Los Angeles con il sogno di costruire una fattoria in simbiosi con i ritmi della natura ed ecologicamente sostenibile. Il film segue il loro progetto per otto anni mostrandoci fatiche, esperimenti, delusioni, tenacia, risate, difficoltà e le loro grandi soddisfazioni.

Sinossi

La fattoria dei nostri sogni (titolo originale The biggest little farm) racconta la storia vera di John e Molly Chester, coppia in fuga dalla città per realizzare il sogno di una vita, quello di costruire dal nulla un'enorme fattoria seguendo i criteri della coltivazione biologica e di una completa sostenibilità ambientale. Tra mille difficoltà, momenti esaltanti e cocenti delusioni, i due protagonisti imparano a comprendere i ritmi più profondi della natura, ne accolgono le sue leggi eterne, fino a riuscire nella loro impresa.

Riuscire a "cavalcare" il potere della natura, accogliendone gli imprevisti e le meraviglie, per realizzare la sfida di vivere in totale armonia con essa: fa davvero venire voglia di cambiare stile di vita e tornare alla "terra"!

Girato "365 giorni all'anno per quasi 8 anni", il film è narrato in prima persona dal regista che racconta la storia incredibile vissuta insieme a sua moglie Molly: la decisione di lasciare la città per costruire dal nulla "Apricot Lane", un'enorme fattoria in cui seguire i criteri della coltivazione biologica e di una completa sostenibilità ambientale.

Creare una "fattoria da fiaba" a un'ora di macchina da Los Angeles, partendo da un terreno definito 'morto', che sembrava incapace di ospitare la vita, era un sogno da molti considerato una vera pazzia: i coniugi Chester sono riusciti a dare vita a un luogo che celebra la biodiversità e che dimostra quanto sia ancora possibile l'armonia tra uomo e ambiente.

Nel film questa storia vera (che ha del miracoloso e che infonde speranza perché credibile) viene raccontata in modo schietto ed emozionante, anche grazie a immagini spettacolari che svelano l'incomparabile bellezza della natura, le sue leggi eterne, la sua forza indomabile, ma anche la determinazione di John e Molly ad andare avanti in un'impresa che non è esagerato definire formidabile.

Prima un progetto che ha convinto alcuni investitori a dare i fondi necessari, poi la visionarietà di un consulente esperto in questa tipologia di fattorie completamente sostenibili, infine una squadra di collaboratori e la voglia di lavorare insieme e senza sosta per un traguardo comune: così è nata "Apricot Lane", un luogo magico, esteso per oltre 200 acri e in grado di ospitare circa 850 animali e 75 varietà di coltivazioni biodinamiche.

In questa fattoria d'altri tempi ogni elemento è inserito in un ciclo vitale infinito, in cui la natura presenta ogni giorno un problema nuovo ma con esso anche la sua soluzione.

"Spero che il film sia visto soprattutto dai più giovani", dichiara il regista, "E spero che il pubblico capisca, come abbiamo capito noi, che una collaborazione con la natura offre infinite possibilità, che a volte siamo troppo distratti per vedere. La natura ha tutte le risposte di cui abbiamo bisogno".   

Spunti didattici

A emergere non è solo la coscienza ecologista, perché il messaggio del film punta a far comprendere anche il valore dell'amore, dell'amicizia, della tenacia, della fiducia e soprattutto della vita, in tutte le sue forme.

Di seguito alcune tematiche guida per possibili discussioni o “dibattiti”:

  • Cambiare vita, fare delle scelte.
  • Fuga dalla città, dal cemento...
  • Ritrovare le origini, il ritmo della natura: perché?
  • Cosa cambia tra l’andare in un negozio ad acquistare degli alimenti o produrre noi stessi i nostri prodotti? Chi ha già vissuto un’esperienza del genere? Chi possiede un orto o un balcone dove può coltivare dei piccoli ortaggi?
  • Necessità di ritrovare dei valori: quali sono i vostri valori? A cosa potreste rinunciare e a che cosa invece non fareste mai a meno?
  • L’indipendenza, “essere capo di se stessi”: cosa ne pensate?
  • Contatto con la natura e gli animali: quali vantaggi?
  • Valori perduti: all’inizio del film i protagonisti si sentono scoraggiati, il posto in cui vivono non li soddisfa più; quali valori secondo voi non ritrovano più?
  • Mondo agricolo: cosa significa fare l’agricoltore oggi, alle nostre latitudini? Intervista/servizio (Cucina Nostrana puntata 4) a Pascal Mayor, di Cavigliano, RSI.
  • Mondi distaccati dalla natura: cosa succede in questi casi?
  • Realtà statunitense, agro business: da noi cosa accade? La nostra agricoltura è molto tradizionale ma i piccoli contadini faticano siccome hanno dei costi di produzione altissimi, in concorrenza con ciò che viene invece da lontano e che vende rivenduto a prezzi bassissimi (carne dal Brasile, ecc..). Quando andate a comperare il pollo o altri prodotti quale prendete? Che scelte fate? Controllate la provenienza? Qual è il criterio della vostra scelta?