James Ponsoldt, USA 2017, 110'

Mae inizia a lavorare per The Circle, la più grande e prestigiosa azienda di tecnologia e social media al mondo. Rapidamente viene invitata a rendere pubblico ogni aspetto della sua vita in cambio di notorietà e di un salario sempre più generoso. Ma a che prezzo? Rinunciare alla propria privacy ed esporre la propria famiglia e gli amici nei social non può che avere delle conseguenze...

Sinossi

Negli Stati Uniti, in un futuro non molto lontano, la giovane e brillante Mae, impiegata come ricezionista ma insoddisfatta del suo lavoro, viene inaspettatamente baciata dalla fortuna. Per intercessione di un’amica riesce infatti ad essere assunta presso la più nota e grande società di comunicazione d’America. Portata dalle contingenze familiari ad accettare vincoli lavorativi che entrano in conflitto con la sua idea di privacy, Mae trova in The Circle la possibilità di fare carriera velocemente. Grazie alla sua intelligenza e al potenziale che intravede nel grande progetto di The Circle, l’audace protagonista diventa portavoce e simbolo dell’ ”essere social “. Saranno però le ripercussioni che piomberanno sugli affetti più cari a farla dubitare delle sue scelte. Riuscirà Mae a svelare al mondo gli aspetti più grotteschi dell’idea di trasparenza e a trasformarli in diritto alla conoscenza?

Approfondimento

THE CIRCLE: Il film è tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore statunitense Dave Eggers edito nel 2013, considerato bestseller di fama internazionale. L’immagine simbolo del film è un cerchio rosso che mostra al suo interno un chip a forma di labirinto il quale ricorda, come un monito, che quando si è dentro poi non si esce facilmente e che l’unica soluzione che possa tenere in sicurezza i suoi frequentatori sia quella di trascinarvi dentro anche i suoi leader e chiunque ne tragga profitto e che ne sta al di fuori.

È questa infatti l’illuminazione di Mae, eccellente apprendista e ormai simbolo della società di comunicazione, che la porta a dimostrare al mondo intero il concetto di vera democrazia.

Pensando a come la cieca adesione ai social e alle community possa anche ripercuotersi negativamente sulla vita di innocenti, come nel film accade ad allo sfortunato Mercer, The Circle sembra metterci in guardia sulle conseguenze di chi non è in grado di filtrare e regolare la pressione che potrebbero esercitare sui meno equipaggiati le maggiori società tecnologiche.

Non sono pochi gli esempi che possiamo trarre dalla realtà e dal mondo in cui viviamo. basti sapere che i casi di cyberbullismo degli ultimi 10 anni hanno richiamato la necessità di attenti e urgenti interventi e oggetti di studio sulla nostra società.

SEE CHANGE: “conoscere è bene, conoscere tutto è meglio

See change” è il primo grande messaggio che THE CIRCLE lancia con cieca convinzione e cioè la possibilità, alla portata di tutti, di cambiare il modo di “vedere” e di fare esperienze grazie all’ occhio segreto di una minuscola telecamera nascosta nei luoghi che più attirano la nostra attenzione.

I messaggi del carismatico leader dell’azienda di comunicazione appaiono chiari, puliti, convincenti e molto democratici. Il “diritto alla conoscenza” , "l'accesso al sapere” “l’importanza della condivisione delle esperienze" scacciano nei giovani auditori qualunque dubbio sull’opportunità o meno di entrare ad osservare la vita di tutti, con il pretesto che la conoscenza rappresenti un bisogno per l’anima e un bisogno della società, a qualunque costo.

LA PRIVACY

Ciò che, al contrario, nel ventaglio delle possibilità concernenti la socializzazione e l’esperienza, non viene mai valutato è il sentimento di chi subisce, suo malgrado, l’invasione della privacy. Per i guru di The Circle non importa come ti senti, come vivi la condivisione ma se sei social oppure se ancora non lo sei, se fai parte del gruppo dei giovani che sanno tutto di tutti o se non sei “tra amici”.

Mostrare la propria vita agli altri, entrare nelle stanze private di chiunque, si deve dunque considerare trasparenza o disprezzo della privacy?

Mae in un momento di sconforto, dovuto al dispiacere per la malattia del padre, commette un piccolo, innocuo reato. Ruba un kayak di notte perché pagaiare la calma, le fa bene, anche la solitudine delle esperienze la appaga. Un improvviso temporale la mette in pericolo ma viene salvata grazie a delle telecamere nascoste.

Un segno? Una conferma dei quanto “osservare” sia utile per salvare delle vite?

I segreti di Mae, affascinata e sconvolta dal potere del concetto di trasparenza non sono solo più suoi. La sua vita diventa improvvisamente una vetrina, riceve messaggi da migliaia di “amici”, ha pochi minuti anche per andare in bagno causa della telecamera che deve portare sempre con sé. Eppure, gli unici momenti di sincerità e di pienezza che la protagonista vive (dando l’idea di commettere un crimine!) sembrano proprio quelli in cui riesce a nascondersi dalle telecamere e a parlare di persona con i suoi pochi veri amici.

L’AMICIZIA E LA FAMIGLIA

Mae, pur cadendo in qualche trappola, ci dimostra che è capace di fidarsi delle persone giuste, quelle che si dimostreranno le più propense ad aiutarla e a metterla in guardia. Queste si rivelano amicizie nella sua vita reale e rappresentano per lei una grande risorsa. Le apparenti attrazioni del Campus catturano la sua attenzione ma lei mantiene uno stato vigile e critico. Ha tanti amici virtuali che commentano tutto ciò che vengono a sapere sul suo conto, perché è popolare, e riesce a controllare il sottile equilibrio che la tiene integra e al sicuro da un crollo psicologico. Dietro questi punti di forza, il vero segreto che le ha permesso di essere salda, ferma e di non crollare anche davanti alla morte del suo migliore amico, si rivela essere l’amore e la fiducia della sua famiglia, sempre presente, sincera, accogliente e protettiva.

Spunti didattici

  • Confrontatevi con un vostro compagno fidato che ha guardato il film con voi e provate a raccontare qual è il personaggio del film in cui vi riconoscete e perché.
  • Sapete valutare gli aspetti negativi e positivi dell’adesione ad un social network? Provate ad elencarne alcuni usando degli esempi. Ipotizzate di creare un social network utile alla vostra scuola, che funzione dovrebbe avere e quale potrebbe essere l’obiettivo?
  • Svolgiamo insieme una ricerca per capire a chi rivolgervi in caso possiate sentirvi giudicati o vittime di cyberbullismo.
  • Svolgete un’indagine chiedendo ai vostri genitori o nonni come comunicavano tra coetanei ai loro tempi e quali erano le attività che svolgevano.
  • Quali saranno secondo voi le forme di comunicazione del futuro? Il finale di The Circle è secondo voi una reale possibilità?
  • Siti da consultare: