Stephen Chbosky, USA 2017, 116’

August è nato con un’importante malformazione craniofacciale e durante i primi anni di vita ha dovuto sottoporsi a numerosi interventi. Giunto il momento di entrare in prima media i suoi genitori decidono di non più istruirlo a casa, ma di mandarlo per la prima volta in una scuola con altri bambini. August dovrà affrontare tutte le difficoltà dell’essere diverso per riuscire a farsi accettare.

Sinossi

August Pullman è un bambino nato con un'anomalia facciale. Dopo anni passati tra le mura domestiche a studiare con la madre e insegnanti privati, August viene iscritto dai genitori alla scuola privata Breecher Prep di Manhattan dove incontra un mondo a lui sconosciuto: coetanei con cui farà amicizia ma anche coetanei prepotenti che si prendono gioco di lui. August, grazie al sostegno della sua famiglia, ce la mette tutta per guardare avanti ma sa che non è facile.  Imparerà che nulla deve essere dato per scontato, anche l’amicizia non sfugge a questa regola, così come i pregiudizi e le paure di chi è sempre alla ricerca di cose, immagini, situazioni rassicuranti, nella “norma”, spesso dettate dai movimenti e dalle persone che fanno tendenza, dalle mode dove lo spazio per il diverso è inesistente se non comporta esaltazione del proprio narcisismo e quindi fine a se stesso;  dove ogni minima sfumatura diventa origine di paura invece che sorgente di creatività;  dove l’uniformità rischia di portare ad una forma mentis che predilige la generalizzazione piuttosto che la conoscenza e la creatività che ne è una delle componenti.

Approfondimento

"Dalla nascita sono stato sottoposto a ventisette operazioni. Ma nessuna mi ha dato una faccia normale" dice il protagonista all’inizio del film.

Ma cosa vuol dire essere un “bambino normale”? Quando sentiamo parlare Auggie/ August non notiamo niente di strano in quello che dice, anzi, ci risulta simpatico, intelligente, profondo. Poco dopo scopriamo ciò a cui Auggie si riferisce è il suo aspetto fisico, o meglio il suo volto, che ha subito tante operazioni e che ancora risulta essere “spaventante”. Eppure ha due occhi, un naso, una bocca, due orecchie come tutti gli altri, ma la maniera in cui sono combinati tutti questi elementi non  sembrano fornire l’idea di un volto normale.

Allora come si misura la normalità? Come si fa a dire se una persona è normale o no? 

Il tema della diversità in termini di immagine spaventante è presente nel la tradizione cinematografica da decenni, basti pensare ad opere quali The Elephant man, di David Lynch, del 1980 oppure a “Il gobbo di Notre-Dame” del 1969, prodotta anche in versione animata dalla Walt Disney, oppure delle opere del regista Tim Burton dove con film come Edward- mani di forbice, Batman,  Ed Wood, Alice in Wonderland, Frankenweenie, La fabbrica di cioccolato, per citarne alcune, il regista vuole evidenziare il corpo malato, deforme, lontano dalla normalità e dalla comunità,  o semplicemente il “diverso” che seppur non apprezzato, nutre l’interesse  della popolazione, perché  “...noi possiamo disprezzare nella vita il macabro e il diverso ma come le grandi bellezze, ci affascina e accresce la nostra curiosità nella vita quotidiana. “ dice Burton.

Ed è questo essere affascinati dal diverso, che attira anche sentimenti di invidia da parte di chi poi rischia di restare nell’ombra a causa della presenza di qualcuno che grazie o a causa di caratteristiche diverse, coglie l’attenzione.

I comportamenti violenti, da bulli che alcuni dei compagni, uno in particolare, adotteranno  nei confronti di August,  ne sono la testimonianza. Al punto che, non riuscendo a prevalere con la violenza e con i soldi (i genitori di .....chiamati in direzioni per confrontarsi con gli atti di bullismo del figlio nei confronti di August, ricorderanno al direttore che sono fra i migliori benefattori della scuola privata e che appoggiano le azioni del figlio giustificandone la violenza sottostante) chi non sopporta la diversità,  sarà sempre nel tentativo di sopprimerla  o di evitarla perché  implica riconoscere che esiste anche  quel  mondo .

Il ruolo dei genitori è primordiale così come quello degli adulti, sembra dirci il regista, che attraverso i ragazzini protagonisti mette in scena anche i genitori, la famiglia intera, gli educatori, i docenti  che col proprio comportamento  mettono in gioco, spesso inconsapevolmente  i loro valori. 

L’uso della gentilezza come caratteristica delle modalità di entrare in relazione con gli altri sarà l’antidoto all’aggressività e alla  violenza di chi pensa e agisce in maniera egocentrica e infantile, di chi non sa e di conseguenza si spaventa alla minima sfumatura di diversità, di chi è nella ripetizione rassicurante durante tutta la propria esistenza piuttosto che nella creazione, di chi evita di confrontarsi con la novità perché sopraffatto dalla paura.

Spunti didattici

La diversità

  • diverso: dal lat. Diversus, cioè volto altrove, voltato in altra parte,allontanato;composto da DI (allontanamento) e VERTERE, mutare, trasformare
  • Sinonimi: differente, dissimile, disuguale, disparato, discorde, strano, insolito, inconsueto, straordinario, difforme, discrepante, opposto, antitetico

Le persone che compongono la vostra classe hanno caratteristiche simile e diverse. Fate un elenco

  • Genere
  • provenienza geografica
  • lingua parlata e scritta
  • tipo di famiglia di provenienza/figli unici/fratelli sorelle/presenza assenza genitori/famiglia allargata o assenza di famiglia
  • sport praticati/giochi preferiti
  • conoscenza e uso tecnologie della comunicazione
  • abitudini culinarie

Quali caratteristiche evocate ti piacciono? Quali ti rendono sereno/felice? Quali ti spaventano? Quali ti fanno sentire a disagio? (si possono usare le figurine emoticon per far eseguire questo esercizio, tanto usate e conosciute dagli allievi)

Essere gentili / sentimenti

  • Fare un elenco di comportamenti gentili
  • Qual è il contrario di gentile?
  • Scrivi aneddoti in cui ti sei trovato di fronte a persone gentili e non gentili
  • Cosa significa aver paura, secondo te? Ti è già successo di aver paura, a casa, a scuola, lungo il   tragitto casa scuola, in vacanza o altro? Fai un disegno inerente la paura provata .
  • Oltre alla paura nomina altre emozioni sia gradevoli che dolorose. Fai un elenco.
  • Cosa avete imparato da questo esercizio?